Il teatro al Carducci: trasposizione in chiave moderna del mito greco

Ill 29 aprile 2016, in aula magna, la rappresentazione teatrale in un atto unico “Antigone, metamorfosi di un mito – storie per una sola voce” di Serena Gaudino, con Tiziana Irti e con la regia curata da Giancarlo Gentilucci.

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Chiusura degli eventi in grande stile al liceo “Carducci” di Pisa con la compagnia “Arti e spettacolo” invitata dal prof. Ciro Cetara che ha visto, il 29 aprile 2016, in aula magna, la rappresentazione teatrale in un atto unico “Antigone, metamorfosi di un mito – storie per una sola voce” di Serena Gaudino, con Tiziana Irti e con la regia curata da Giancarlo Gentilucci. Le classi coinvolte sono state la 4A, la 4B, la 5A e la 5B dove i colleghi e le colleghe di lettere proff. Ghelardini, Orsini, Mancini, Maccarone hanno lavorato sul testo di Antigone per poi partecipare alla visione e al dibattito sullo spettacolo.

La figura di Antigone è originale creazione di Sofocle. Il mito tebano, nella parte che accenna al divieto posto dal nuovo re Creonte di seppellire le spoglie di Polinice, colpevole di aver tradito la patria scatenando contro di essa una guerra che ha visto alleati i più famosi guerrieri del tempo, non sembra ancora fissato in maniera definitiva, ed è probabile che, nel momento in cui Sofocle faceva rappresentare la sua tragedia, il pubblico ateniese ne avesse una conoscenza molto vaga.

Lo spettacolo che, attraverso la licenza della scrittrice Serena Gaudino e l’invenzione del regista Giancarlo Gentilucci, hanno attualizzato personaggi complessi e densi di sfaccettature senza trascurare, come da tradizione, agganci alla realtà dell’oggi: il caos della politica, il potere, le storie contemporanee delle donne di Scampia, quartiere di Napoli in cui imperversa la camorra. Tutto ruota su un elemento che la società spesso e volentieri mette in primo piano, la sete di soldi e potere. A discapito dei veri valori della vita, che in questo caso viene completamente dimenticata e reclusa in un angolo. La forza dello spettacolo è nell’adattamento del testo e nelle scelta registica: sono i personaggi e le loro relazioni, interpretate magistralmente dall’attrice Tiziana Irti a costruire la rappresentazione, coinvolgente, vibrante, sufficiente a se stessa, tanto che la scenografia diventa superflua, molti dialoghi sono sostituiti dai gesti e il movimento corporeo, talora lieve ma più spesso carico di tensione, è l’elemento imprescindibile, è l’elemento che ha il maggiore impatto sul pubblico e che con straordinaria immediatezza veicola il senso dello spettacolo. Unico oggetto di scena, vero protagonista, è un drappo rosso, la relazione umana, che si allenta e si tende tra i personaggi che si muovono sul palco, unendoli, dividendoli, abbracciandoli, soffocandoli, allontanandoli, liberandoli, imprigionandoli. Ma le conclusioni sono sempre le medesime: Antigone costituisce una pietra di paragone per quanti hanno voluto accostarsi a questa figura ignorandone il contenuto etico e soprattutto religioso, sentendo il fascino irresistibile dell’eroina del mito, ma rifiutando una lettura integrale di essa, per affrontare singoli tratti della sua personalità o per fare svanire in un evanescente chiaroscuro i motivi profondi del suo operare, Antigone risulta quindi scomoda non solo per i Creonti del suo tempo, ma per tutti i Creonti successivi che, inebriati dal potere o dall’ideologia, non possono fare a meno di manifestare il proprio disagio quando trovano chi sa testimoniare fino alle estreme conseguenze quella verità che essi negano in nome dell’interesse immediato o perché incapaci di ascoltare qualsiasi voce che ci annunci un ideale più grande della nostra persona.

La performance è stata seguita dai ragazzi con forte emozione, commozione e in rigoroso silenzio travolti dalla voce della protagonista. A seguito il dibattito è risultato interessante e partecipato con domande rivolte sia al regista, sia alla protagonista dove sono emerse sensazioni, critiche, elogi e interessi per la scelta della regia attuata.

Un ringraziamento sentito alla compagnia, alle classi coinvolte e ai colleghi che hanno fatto si che lo spettacolo potesse realizzarsi arriva dalla dirigente scolastica prof.ssa Sandra Capparelli.

A cura del prof. Ciro Cetara.


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