Durante l’incontro sono intervenute due alunne della 5G: Rachele e Imma, le quali hanno parlato della loro esperienza vissuta in visita a Dachau. Ecco il testo:
“Ad aprile dello scorso anno abbiamo fatto visita al campo di concentramento di Dachau, nei pressi di Monaco di Baviera, con la nostra docente Storia, la prof. Alessandra Ghelardini. Vorremmo oggi raccontarvi le nostre riflessioni ed impressioni riguardo tale esperienza.
Fin da un primo momento ci siamo tutti resi conto che sarebbe stata un’esperienza forte e che visitare tale luogo sarebbe stato molto diverso dal leggere notizie a riguardo sui nostri libri di storia.
È vero, sono i libri a darci informazioni su quello che è successo, ma è anche vero che quelle presentate da essi sono “concezioni” puramente storiche e, di conseguenza, distaccate. Anche se ci eravamo documentate e preparate a questa visita, appena arrivate ci siamo sentite profondamente turbate e coinvolte.
Fare un’esperienza simile ti cambia la vita: ciò che vedi non sono più solo foto stampate su un libro.
Una volta entrati, è come riuscire ad avere davanti ai propri occhi le centinaia di migliaia di persone che sono passate da quel triste e lugubre luogo.
Con un attimo di pausa e riflessione, si possono quasi “vedere” quelli che, per anni, non sono stati altro che il prodotto , le vittime, di una follia ideologica che purtroppo è stata da molti considerata razionale e fondata.
Abbiamo appreso tutti il valore di questa visita e l’importanza di mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato, facendo in modo che esso rimanga impresso nelle nostre menti ogni giorno.
Siamo consapevoli che, come giovani generazioni, siamo chiamati a comprendere con profondo rispetto quanto è accaduto e che l’espressione “ mai più “ non deve assolutamente ridursi ad un semplice slogan da rinnovare ogni anno, ma deve tradursi in un impegno sincero e tenace contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e xenofobia. Per questo, oggi, siamo contente di essere qui e di portare il nostro, anche se piccolo, contributo.
La celebrazione in memoria di Angelo De Fiore, Giusto tra le Nazioni, ci dà speranza, perché ci ricorda che accanto alla “ banalità del male” è esistita anche la “ banalità del bene” ed è a quest’ultima che tutti noi dobbiamo guardare per costruire un futuro migliore.”
Alcuni momenti durante la cerimonia
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